Blade runner 2049: il capitalismo post-umano

Tratto da “Come un ladro di giorno” di Slavoj Zizek

Note di Tony Carbone

 

Nel mondo di Blade Runner 2049 le biotecnologie e la creazione di umanoidi hanno trasformato l’umanità in post-umanità. Questa trasformazione è legata da una parte alla comparsa di agenti post-umani replicanti, originata dal connubio fra cervello umano e macchine digitali, e dall’altra all’alterazione del naturale equilibrio della vita sulla terra causata dall’umanità stessa.

BladeRunner2049

Le due corporation, la Wallace e la Tyrell, agiscono ovviamente di concerto con gli apparati statali, rappresentati nel film da Joshi. Ma si tratta di un rapporto conflittuale, caratterizzato da un antagonismo, apparentemente irriducibile, che spacca l’élite dominante, tanto che a un certo punto Luv, la replicante al servizio di Wallace uccide Joshi per rubare i resti di Rachel.  Secondo Z. il contrasto tra le due prospettive di Joshi e Wallace sono indicative delle tensioni effettivamente esistenti tra la politica e l’economia, ma non si connette in alcun modo – in questo sta la principale critica di Z. al film – ai conflitti esistenti nella società capitalistica in termini di lotta di classe: i replicanti sono ridotti a schiavi o a servi di umani privilegiati e le classi umane più umili, pur presenti in Blade Runner, non trovano spazio alcuno, sono totalmente ignorate. L’unico conflitto preso in considerazione è quello tra i replicanti e gli umani. Qui l’interesse delle multinazionali, rappresentate da Wallace, è inevitabilmente legato alla prospettiva dell’economia di mercato e al progresso tecnologico da conseguire con qualsiasi mezzo, anche a costo della distruzione dell’umanità, mentre l’obiettivo di Joshi (lo stato) è soprattutto quello di mantenere separati umani e replicanti. Per Joshi «Le cose hanno un loro ordine. Il mondo è costruito su un muro che separa per tipo. Di’ a ognuna delle due parti che non c’è nessun muro, e otterrai una guerra… o un massacro». Senza questa separazione, avremmo la guerra e la disintegrazione.

Nella realtà, come ovvio, le cose non sono così semplici. In una prospettiva ideologica sovranista, diversamente da quella liberale, l’interesse dello stato sembra in effetti concretizzarsi in un lavoro di auto-identificazione (tribale) che contrappone l’appartenenza al gruppo dominante alla diversità globalista, in un conflitto permanente tra “noi” e “loro”.  Ecco allora la necessità di impegnarsi in attività dirette a bloccare l’accesso ai rifugiati, non immediatamente assimilabili a schiavi, costruendo muri o chiudendo i porti, o a ripristinare politiche di apartheid, come avviene con i replicanti.[1]

Non meno complesso e ambiguo risulta il ruolo giocato dall’élite economica dominante. Z. ricorda a questo proposito il paradosso attuale del pensiero anticapitalista. Non è più la sinistra a condurre la battaglia anticapitalista ma sono sorprendentemente gli stessi grandi capitalisti come Bill Gates, Elon Musk, e Mark Zuckerberg, solo per citarne alcuni, a dichiarare la fine del capitalismo per come l’abbiamo conosciuto. Sono loro a denunciare le aberrazioni del capitalismo moderno, il rischio legato ai cambiamenti climatici, le drammatiche conseguenze dell’utilizzo dei combustibili fossili. Sono sempre loro a sostenere addirittura la necessità di “agire al di fuori delle forze del mercato” per salvare il mondo.[2] Per Z. queste prese di posizione, lungi dall’indicare l’avvento di un nuovo ordine economico, non nascondono altro che la volontà di governare la crisi del capitalismo globale, “come se proprio del concetto di passaggio dal capitalismo come lo conosciamo a un nuovo ordine post-capitalista si appropriasse il capitalismo stesso“.

In Blade Runner la separazione tra umani e replicanti è ideologicamente fondata su di una specifica identità (tribale) che legittima fin dall’origine la schiavitù dei replicanti. Accade però un fatto che potrebbe revocare in dubbio ogni certezza a tal riguardo: la scoperta che anche i replicanti sono in grado di accoppiarsi e riprodursi. Perché questa scoperta è considerata un grave pericolo per il gruppo dominante? La ragione sta nella minaccia identitaria: se i replicanti sono così simili agli umani che cosa potrà ancora giustificare la loro esclusione e le pretese di dominio su di essi? Diversa è la posizione di Wallace, che vede nella capacità auto riproduttiva dei replicanti una straordinaria opportunità economica. Il suo obiettivo, scoprire il segreto della riproduzione dei replicanti, non coincide con la priorità del potere statale, ossia impedire ad ogni costo la divulgazione della scoperta per preservare l’apartheid. Le due prospettive, di Joshi e Wallace, dunque non coincidono e per Z. sono rappresentative delle contraddizioni esistenti tra la sfera economica e la politica, ossia tra i meccanismi dello stato di casta/classe e i modi economici di produzione.

Storicamente, il capitalismo non ha avuto affatto bisogno di uno stato illiberale, fondato sull’apartheid per prosperare. Anzi, lo stato liberale si è certamente dimostrato assai più efficiente nel rafforzare e puntellare il sistema economico capitalista. Oggi sono tuttavia in molti a pensare che lo stato liberale stia fallendo, sotto la spinta del globalismo e della mercificazione globale, nel tentativo di mantenere un equilibrio tra democrazia e capitale. Neppure la crescita del ruolo attivo storicamente svolto dagli apparati statali nei processi economici, funzione decisamente sottovalutata sia dal marxismo classico, sia dal neoliberalismo, sembra in grado di arginare questa tendenza.[3]

L’ideale progressista liberale traspare chiaramente dalla narrazione del film, i diritti umani – in questo caso umanoidi – vengono prima di ogni altra considerazione politica o economica. La scelta umana di K di salvare Deckard si scontra difatti con gli interessi di tutti e tre i soggetti in campo: il capitale (Wallace), lo stato (Joshi), i replicanti ribelli (Freysa). Sia Wallace che Joshi vorrebbero, seppur con finalità differenti, mettere le mani su Deckard per ottenere informazioni sul figlio e sul movimento. Ma non sono i soli. Anche i ribelli replicanti vogliono Deckard morto per impedire che riveli a Wallace il segreto della riproduzione dei replicanti.

In definitiva, sostiene Z., il messaggio del film si riduce ad una sterile presa di posizione umanistica di stampo liberale che non prende in considerazione tutta una serie di interrogativi legati al rapporto tra umani e androidi, alle conseguenze del progresso tecnologico, in particolare delle biotecnologie, sulle condizioni di vita degli umani, al tipo di riconoscimento che dovrebbe spettare a queste nuove forme di umanità. Eppure, nel film gli indizi di vita post-umana sono presenti, disseminati qua e là, così come le forme di sfruttamento che riguardano tanto gli umani quanto i replicanti. Si vedono bambini lavoratori (orfani umani) utilizzati per smantellare i circuiti elettronici dismessi, spazzini che vivono su giganteschi rottami di metallo arrugginito, prostitute per le strade, “allevatori di proteine” che vivono un’esistenza miserabile nel fango, replicanti al servizio di una classe di privilegiati come schiavi.[4]

Z. scorge in questa presa di posizione l’accettazione di un declino immanente dell’umanità e un disconoscimento del conflitto sociale di base, proprio della società capitalistica, rimpiazzato da una prospettiva umanistico-conservatrice che si limita a prendere atto della brutalità di tutte le parti in causa. Di tutte tranne una. Il film termina con Deckard che si riunisce grazie alla decisione di K alla figlia, per metà umana e per metà replicante.  La famiglia è comunque salva.

 

Questa la trama del film tratta da Wikipedia.

Anno 2049. Dopo gli eventi narrati nel primo film, i replicanti Nexus hanno incominciato a ribellarsi e ne è stata messa al bando la produzione; la Tyrell Corporation, la più importante azienda che li produceva, ha dichiarato bancarotta. Questo ha portato a una crisi di livello globale, finché Niander Wallace e le sue industrie si sono spianati la strada producendo colture sintetiche rivelatesi necessarie per la sopravvivenza del genere umano, evitando colossali carestie, e reintroducendo i replicanti nella società, dopo aver rilevato ciò che rimaneva della Tyrell e cominciato a produrre nuovi replicanti che sono assolutamente ubbidienti e non creano problemi. Alcuni replicanti Nexus 8 ribelli sono però ancora in circolazione, pertanto, per evitare nuovi conflitti e tumulti da parte loro, il corpo speciale di polizia dei Blade Runner è mantenuto attivo, con l’obiettivo di “ritirare” i vecchi modelli.
L’agente K è un replicante di ultima generazione ed è uno dei nuovi Blade Runner. Il film comincia con K che ha l’incarico di rintracciare un vecchio replicante di nome Sapper Morton, un ex medico militare disertore il quale vive da solo in una fattoria. K lo rintraccia e, dopo un’estenuante lotta, lo “ritira”. In seguito, l’agente trova una scatola sepolta sotto un albero morto nei pressi dell’abitazione di Sapper. K torna al suo appartamento dove ad attenderlo c’è Joi, una dolce intelligenza artificiale olografica comandata da un braccio elettromeccanico, programmata per essere l’amante ideale. K aggiorna Joi grazie a un emulatore datogli come bonus per il suo lavoro, rendendola in grado di andare dove desidera. Mentre Joi prova la sua nuova capacità uscendo fuori dell’abitazione, K viene informato che l’oggetto sepolto è stato recuperato e aperto, e al suo interno è stato trovato uno scheletro. Gli analisti del LAPD ricostruiscono che si tratta di una donna morta a seguito di complicazioni durante un parto cesareo (fatto probabilmente da Sapper per salvarla), ma K nota qualcosa di strano mentre analizzano le ossa e scoprono incisa in una di esse un numero di serie: la donna è una replicante Nexus. Joshi, il capo di K, è sconvolta dal ritrovamento, in quanto non si credeva che i Nexus fossero capaci di accoppiarsi e riprodursi, e quindi ordina di eliminare qualsiasi prova del ritrovamento, intimando a K di trovare e ritirare il figlio replicante, poiché la notizia potrebbe creare un’instabilità nell’ordine tra umani e replicanti.
K si presenta alla sede della Wallace Industries, dove il personale identifica lo scheletro ritrovato come quello di Rachael, replicante creata dalla ex Tyrell Corporation che ebbe una relazione con il vecchio Blade Runner Rick Deckard, scomparso con lei dal 2019, tuttavia non si riescono a ottenere maggiori informazioni poiché nel 2022 il mondo fu colpito da un black-out totale che durò dieci giorni, a seguito del quale molte informazioni contenute nei database e negli apparecchi tecnologici sono andate perdute per sempre. Il fondatore della società, Niander Wallace, crede che i Nexus capaci di riprodursi possano essere il prossimo passo nella sua produzione e favorire l’espansione delle colonie extra mondo, popolate da soli androidi, e quindi ordina a Luv, la sua replicante tirapiedi, di rubare i resti di Rachael dalla stazione di polizia e di pedinare K in modo da risalire al figlio replicante. K ritorna alla fattoria di Sapper e nota, incisa sull’albero morto, la data 6/10/21, che coincide con l’incisione presente su un cavallino di legno presente in un ricordo che gli è stato innestato. K si reca nel luogo in cui è ambientato questo ricordo, un orfanotrofio a San Diego, ritrovando il giocattolo nel posto dove lo aveva nascosto da bambino, e credendo quindi che l’impianto potrebbe essere un vero ricordo del suo passato, ipotesi avvalorata anche da Joi.
Tempo prima, K aveva controllato le nascite avvenute nel giugno del 2021, scoprendo un’anomalia: Rachael ha apparentemente dato alla luce due gemelli che condividono lo stesso DNA di sesso opposto, e pare che solo il maschio sia ancora vivo. K si reca quindi dalla dottoressa Ana Stelline, che lavora come creatrice di ricordi da innestare ai replicanti prodotti dalla Wallace Industries e che, dopo averlo informato che è illegale innestare ai replicanti memorie vere appartenute agli umani, gli conferma piangendo che si tratta di un ricordo reale, inducendolo così a credere di essere lui stesso il figlio della Nexus morta. Dopo avere fallito un test sulla sua natura di replicante, K viene sospeso da Joshi, lasciandole intendere che ha portato a termine la missione, cioè ritirare il bambino, che è lui stesso. La stessa Joshi, per compassione, lo lascia andare.
K prosegue l’indagine per conto proprio e fa analizzare il cavallino di legno: in esso vengono trovate tracce di radioattività, che lo conducono alle rovine post-apocalittiche di Las Vegas. Qui K ritrova Deckard, e dopo un inseguimento-lotta nell’albergo in cui era rifugiato, i due Blade Runner decidono di fare una tregua. Deckard rivela a K (che su consiglio di Joi ha deciso di adottare il nome di Joe) di aver aiutato i Nexus a nascondersi sfruttando le sue conoscenze da ex-cacciatore e di aver alterato le date di nascita per coprire le loro tracce, venendo costretto a lasciare Rachael con un gruppo di replicanti rivoluzionari per la sua sicurezza. Alla domanda di K sul perché non abbia cercato suo figlio, Deckard risponde che ha fatto tale scelta per paura di metterlo in pericolo, e che comunque a causa del blackout del 2022 la cosa gli risultò impossibile. Nel frattempo, Luv uccide Joshi e rintraccia K. Nello scontro Luv distrugge sadicamente Joi, lasciando K in fin di vita, e rapisce Deckard. K viene soccorso dal gruppo rivoluzionario, condotto da Freysa, che lo informa che il vero erede di Rachael e di Deckard è Stelline, in quanto solo lei poteva essere capace di impiantare i propri ricordi nella sua mente. Freysa ordina a K di uccidere Deckard affinché egli non fornisca a Wallace informazioni sul movimento.
Deckard viene condotto dinanzi a Wallace, il quale ipotizza che l’amore tra lui e Rachael fosse stato unicamente un esperimento del dottor Tyrell e che lei e Deckard fossero stati creati l’uno per l’altra allo scopo di verificare se i Nexus prodotti dalla Tyrell fossero capaci di riprodursi. Deckard rifiuta di rispondere alle domande di Wallace o di aiutarlo, anche quando gli viene presentata una copia replicante di Rachael, e perciò Luv lo conduce in una zona extra mondo per torturarlo al fine di estorcergli informazioni. K però li raggiunge e attacca il convoglio di Luv con il suo spinner, facendolo precipitare in mare vicino alla muraglia che protegge la città dalle inondazioni. Dopo un violento combattimento K riesce a uccidere Luv annegandola in mare, e porta in salvo Deckard, rivelandogli che per proteggerlo lo darà per morto come vittima dello schianto. Deckard viene condotto da K al palazzo di Stelline, dove finalmente si ricongiunge con la figlia, mentre K, rimasto ferito gravemente dallo scontro finale, muore sdraiato sulla scalinata della struttura con lo sguardo rivolto al cielo nevoso.

[1] Non è sempre così. Se è vero che città come Barcellona non esitano ad aprire le porte ai rifugiati, non si possono non ricordare i milioni di lavoratori immigrati nella penisola saudita privati delle libertà fondamentali e dei diritti civili.

[2] In un’intervista uscita nel novembre 2017 su The Atlantic, ricorda Z., Bill Gates sostiene che il capitalismo non funziona più, e che il socialismo resta l’unica speranza che abbiamo per salvare il pianeta!

[3] Z. Ricorda che “negli Stati Uniti, oggi, circa il 50% per cento della produzione viene mediata dallo Stato (un secolo fa questa percentuale si attestava fra il 5 e il 10%)“.

[4] Tratto da www.theguardian.com/film/….

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