La storia in piazza – Palazzo Ducale di Genova

Utopia. A cura di Luciano Canfora

Note di Antonio Carbone

Utopia. Roba da intellettuali, idealisti. Tutta gente, si sa, poco concreta quando non addirittura pericolosa. Ancora oggi, rileva Canfora, l’utopista è considerato come un sognatore, un ingenuo altruista, o, per usare una sciocca terminologia in voga di questi tempi, un “buonista”, un “radical chic”.

La parola utopia compare per la prima volta nell’omonimo romanzo di Tommaso Moro pubblicato nel 1516 ma l’interrogativo posto da Luciano Canfora è persistente e attuale: riguarda il futuro dell’utopia. Un argomento, certamente piuttosto impegnativo, non nuovo per Canfora, il quale già nel 2014 anticipava alcuni dei temi oggetto di discussione: “I fallimenti liquidano l’utopia, o l’utopia resta un bisogno morale al di là del naufragio? E la demonizzazione, fin troppo facile, dell’utopia non diviene un alibi per blindare in eterno la conservazione e l’ingiustizia?”.

A tale orizzonte mentale, a questo modo di pensare e progettare, si contrappone la critica, ovvia, del pensiero realpolitico, ma non solo. Altre forme di critica, ben più aspre, come per esempio quella sul versante del liberalismo classico di Alexis de Tocqueville, o quella presente nel dizionario enciclopedico Boccardo, si oppongono ferocemente al pensiero utopistico.

Nel suo testo fondamentale “La democrazia in AmericaTocqueville sembra prendersela con la categoria dei letterati, in particolare con gli studiosi della letteratura greca e latina, in realtà il suo obiettivo è il pensiero utopistico e materialistico, che egli identifica con le idee socialiste. C’è poi anche un versante, che si pone tra il cattolico e clericale, al quale possiamo ascrivere il dizionario di politica pubblicato da Pomba a Torino nel 1849. Sotto accusa finiscono per essere messi tutti i maggiori pensatori utopisti: Tommaso Moro, Campanella, lo stesso Platone.

I due di concetti di utopia e socialismo sono stati adoperati sovente come sinonimi. Francesco Tuccari, nel suo intervento dal titolo “Realismo e Utopia in Max Weber“, sottolinea come Max Weber (1918) respingesse la separazione tra i due concetti trattandoli come sinonimi, intendendo per utopia un obiettivo volto all’affermazione la più concreta possibile del principio di uguaglianza e al tempo stesso un modo di interpretare la società il più possibile razionale, e dunque non in contraddizione con il socialismo utopistico del primo ottocento di Saint-Simon, Owen, Fourier, Proudhon, e neppure con il progetto antistatalistico del primo Karl Marx. Proponimenti oggettivamente estremamente impegnativi, tanto da indurre Weber a ipotizzare un ribaltamento dell’utopia marxiana antistatalista, che si realizzerà pienamente con le esperienze della socialdemocrazia tedesca e del leninismo.

La critica marxiana al socialismo utopistico, del quale si apprezzano comunque molti aspetti, contrapposto al socialismo scientifico, riguarda sostanzialmente la natura non rivoluzionaria, bensì riformista, e al tempo stesso illusoria del socialismo utopistico, il rifiuto del principio della lotta di classe, e l’ispirazione cristiana che caratterizza quest’ultimo.

Molti dei relatori hanno sottolineato – con qualche eccezione… – l’importanza dell’utopia come spinta al superamento dell’esistente e in funzione dello sviluppo storico, del quale può essere considerata un potente vettore. Ma quale il suo futuro? Per Canfora, il tentativo di fare previsioni sulla sopravvivenza del pensiero utopistico è legato al tema della modificabilità della natura umana, un tema, poco discusso nel mondo antico, greco e romano, ma largamente presente nelle visioni religiose salvifiche.

  1. Anonimo (1849), Dizionario politico nuovamente compilato ad uso della gioventù italiana, presso G. Pomba e C.
  2. Boccardo, Gerolamo (1875). NUOVA ENCICLOPEDIA ITALIANA … U.T.E.T., 1875-1895, volumi 29. UTET
  3. Bravo, Gian Mario, a cura di (1966). Il socialismo prima di Marx: antologia di scritti di riformatori, socialisti, utopisti, comunisti e rivoluzionari premarxisti. Editori Riuniti
  4. Cacciari, e P. Prodi, Occidente senza utopie, il Mulino (2016)
  5. Campanella, Tommaso (1602). La città del sole. REA Multimedia (2011)
  6. Canfora, Luciano (2016). La crisi dell’utopia. Aristofane contro Platone. Laterza Ed.
  7. De Tocqueville, Alexis (1840). La democrazia in America. BUR ed. (2012)
  8. Engels, Friedrich (1880). L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza. Editori Riuniti (1970)
  9. More, Thomas (1516). Utopia. Feltrinelli ed. (2016)
  10. Platone (fra il 390 e il 360 a.C.). La repubblica. UTET (2016)
  11. Weber, Max (1918). Il Socialismo. Castelvecchi ed. (2018)

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