Mariana Mazzucato: ‘Se non cambiamo il capitalismo ci sarà l’avanzata di un nuovo fascismo cavalcato dai Salvini e dai Trump’

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Note di Antonio Carbone

La visione della Mazzuccato ha indubbiamente il merito di provare a svelare, e con lei non pochi altri, le crescenti contraddizioni del capitalismo. Anzi, la Mazzuccato pare addirittura spingersi ad affermare che il capitalismo si trova ormai in uno stato di crisi irreversibile. Quello che propone non é certo un tentativo di abbattere quel che rimane del sistema capitalistico, che come sappiamo bene ha sempre resistito senza problemi agli attacchi frontali che gli sono stati rivolti, ma una via riformista fondata su di un “cambio di paradigma nei modelli economici dominanti”. Senza un cambiamento radicale, fondato su di un’inversione/incremento degli interventi pubblici nel sistema economico e produttivo, c’è il fascismo. Come sappiamo, in nessun paese capitalistico, nemmeno nell’era reaganiana e thatcheriana, l’intervento statale é mai venuto meno. Basta citare un semplice dato per rendersene conto: oggi negli Stati Uniti il 50% della produzione é mediata dallo stato mentre un secolo fa’ non superava il 5-10%.

A mio modo di vedere, tuttavia, il punto cruciale riguarda il rapporto fra democrazie liberali e capitalismo. Storicamente, il capitalismo non ha avuto affatto bisogno di uno stato autoritario e illiberale per prosperare. Anzi, lo stato liberale si è certamente dimostrato assai più efficiente nel rafforzare e puntellare il sistema economico capitalista. Oggi sono in molti a pensare, anch’io tra questi, che lo stato liberale stia fallendo, sotto la spinta del globalismo e della mercificazione globale, nel tentativo di mantenere un equilibrio tra democrazia e capitale. Neppure la crescita del ruolo attivo storicamente svolto dagli apparati statali nei processi economici, funzione decisamente sottovalutata sia dal marxismo classico, sia dal neoliberalismo, sembra in grado di arginare questa tendenza, accentuata dalla progressiva messa in discussione dell’egemonia liberale nel mondo occidentale da parte di populismi e sovranismi.

La Mazzuccato ha dunque certamente ragione a preoccuparsi, ma non c’è più molto tempo, temo.

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