Yanis Varoufakis: Condividere una nuova visione degli affari e del capitalismo

di Antonio Carbone

Immaginare cosa significhi in pratica trascendere il capitalismo richiede un ripensamento della proprietà delle corporation, scrive Yanis Varoufakis.

Se non proprio un manifesto anticapitalista, poco ci manca. In questo articolo Yanis Varoufakis propone la sua analisi critica del momento che sta vivendo il sistema economico capitalista a partire dalle contraddizioni che si manifestano sempre più chiaramente al suo interno.

La disamina di Yanis Varoufakis non lascia dubbi: piccoli aggiustamenti non sono più sufficienti per rimediare alla crescente instabilità, brutalità e insostenibilità del sistema economico capitalista, in particolare del cosiddetto capitalismo “rentier”, un capitalismo parassitario connesso essenzialmente al reddito derivante dal mero possesso dei beni di proprietà e/o dalla loro compravendita. Un profitto derivante da interessi, rendite, dividendi, che non svolge alcun ruolo produttivo.

L’élite economica dominante, non solo qualche candidato democratico alle prossime presidenziali USA, si è accorta da tempo di tale drammatica evoluzione. Varoufakis, citando il suo amico Zizek, ci ricorda il paradosso attuale del pensiero anticapitalista. Non è più la sinistra a condurre la battaglia anticapitalista ma sono sorprendentemente gli stessi grandi capitalisti come Bill Gates, Elon Musk, e Mark Zuckerberg, solo per citarne alcuni, a denunciare le aberrazioni del capitalismo moderno, il rischio legato ai cambiamenti climatici, le drammatiche conseguenze dell’utilizzo dei combustibili fossili.

Sono sempre loro a sostenere addirittura la necessità di agire al di fuori delle forze del mercato per salvare il mondo (Bill Gates è arrivato perfino ad esprimere una valutazione positiva del socialismo). Ma queste prese di posizione, come ricorda Varoufakis, non nascondono altro che la volontà di governare la crisi del capitalismo globale, di salvare il capitalismo da se stesso, proponendo rimedi ridicoli o del tutto inadeguati, come dimostra il manifesto pubblicato nell’agosto scorso dal Business Roundtable.

Senza un ripensamento profondo riguardante dimensioni e proprietà delle grandi corporation, le dichiarazioni dei super ricchi del pianeta non restano altro che tentativi (velleitari) di salvare se stessi.

La conclusione? La battaglia al capitalismo selvaggio non può essere lasciata nelle mani dei grandi capitalisti e manager. In realtà nessuno di loro ha la minima intenzione di mettere in discussione i fondamenti dell’economia capitalista, al massimo possono accettare, come fa Bill Gates, di discutere un incremento di progressività della tassazione (in USA), nella convinzione che socialismo e capitalismo possono essere compatibili solo se non si mettono in discussione le basi dell’economia capitalista (proprietà e controllo delle grandi corporation).

Questi alcuni riferimenti alle posizioni degli ultra-ricchi del pianeta.

https://www.corriere.it/tecnologia/20_gennaio_06/bill-gates-sono-troppo-ricco-dovrei-pagare-piu-tasse-75e0b31e-306b-11ea-b117-147517815558.shtml

https://www.theguardian.com/environment/2016/may/05/elon-musk-we-need-a-revolt-against-the-fossil-fuel-industry

https://gizmodo.com/bill-gates-actually-made-a-good-point-about-the-sociali-1834549235

L’articolo

Yanis Varoufakis: Sharing new vision for business and capitalism

www.irishexaminer.com/breakingnews/views/analysis/yanis-varoufakis-sharing-new-vision-for-business-and-capitalism-972828.html

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