Danimarca. Il “piano ghetto” della vergogna.

Un esito prevedibile. La politica anti-immigrazione dei socialdemocratici danesi di Mette Fredriksen non mirava a difendere il welfare ma a proseguire nell’opera del suo smantellamento avviata dal governo precedente (e a vincere le elezioni sfruttando la paura per gli immigrati).

C’è chi giustifica questa politica di progressiva liberalizzazione e privatizzazione della proprietà immobiliare pubblica utilizzando l’argomento della prevenzione della segregazione etnica. Prevenire la segregazione etnica con politiche di privatizzazione degli alloggi pubblici? Questo è semplicemente paradossale. Dove andranno a finire i poveri (per lo più stranieri) che perdono la casa? Nei centri di detenzione per immigrati? Saranno lasciati per strada? Confinati su un’isola? Queste sono politiche neo-liberali in ogni parte del mondo.

Gli autori dell’articolo denunciano che è in atto una politica di privatizzazione in questo settore, in continuità con le politiche attuate dal governo precedente. possiamo considerare una politica del genere compatibile con quanto detto dai socialdemocratici nella campagna elettorale per le elezioni di giugno? Questo piano di privatizzazione è compatibile con una politica di sinistra?

In Danimarca la linea dura sull’immigrazione c’era anche prima delle elezioni di giugno. Il nuovo governo a maggioranza socialdemocratica ha continuato su questa linea e ha sostenuto che tale linea favorirebbe il mantenimento di alti livelli di benessere.

In che cosa consisteè il “piano ghetto”? Le aree che fanno parte del ghetto sono definite sulla base dei tassi di “immigrati non occidentali”, disoccupazione e criminalità. Per i residenti di queste aree, il piano prevede “un regime di regole e sanzioni arbitrarie – un processo disciplinare che si concluderà probabilmente con lo sfratto e la privatizzazione delle loro case”.

Gli autori dell’articolo non hanno dubbi: il nuovo governo a maggioranza socialdemocratica ha adottato la stessa agenda del governo precedente. Un’agenda che a mio avviso è del tutto incompatibile con un orientamento socialista e progressista. Parlare di “linea dura” in casi come questo significa usare un eufemismo che nasconde la vera realtà dei fatti: dietro la legislazione danese del “piano del ghetto” o quella italiana dei “decreti di sicurezza” non c’è altro che il razzismo.

Ma veniamo al punto più importante. Come può questa linea del governo danese favorire il welfare? Ricordo che questo era esattamente ciò che i socialdemocratici avevano promesso nella campagna elettorale per le elezioni di giugno: con la linea dura sugli immigrati, il welfare danese ne avrebbe sicuramente tratto vantaggio. È come dire che i diritti sociali possono essere mantenuti solo a spese dei diritti civili e politici di alcune minoranze.

La privatizzazione del settore immobiliare pubblico testimonia che non è così. “In questo contesto, il razzismo continua ad essere una forza potente per aiutare a privatizzare e liberalizzare il mercato immobiliare”, concludono gli autori.

Che cosa ha a che fare questa privatizzazione con il mantenimento di alti livelli di benessere sociale?

Note di BURNING COAL

link all’articolo

https://www.jacobinmag.com/2019/12/denmark-ghetto-plan-social-democrats-mette-frederiksen

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